Il caldo arancio, appena rosato, di un’alba estiva, che si schiude lentamente e apre un mondo di sapori delicati. Questa è la scena che era nella mente del nostro chef, forse, quando ha deciso di offrirci la sua interpretazione personale di un risotto che è vero araldo delle più calde settimane d’estate. 
Quello che si prepara rinunciando alla massima espressione della pianta, cogliendo da subito il fiore prima che si trasformi in frutto. Come guardando il sole sorgere dalle candide vette delle alpi che chiudono la pianura, così si gusta il risotto ai fiori di zucca che unisce il bianco immacolato del riso coltivato nelle risaie tra Vercellese e Lomellina a questo fiore edulo per eccellenza. E il suo sapore, con le sue impressioni, è il migliore escamotage per sopportare anche la più intensa calura estiva.

abea-vecchio

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